Emoglobina bassa in gravidanza: quali possono essere le cause?

28/10/2020

Quali sono le cause dell’emoglobina bassa in gravidanza? E quali possono essere i rimedi? Scopriamo insieme come contrastare l’emoglobina bassa in gravidanza e cosa fare per mantenere i normali livelli di emoglobina nel sangue durante il periodo della gestazione. 

Perché in gravidanza possono essere misurati valori di emoglobina bassi?

L’emoglobina è una proteina molto importante per l’organismo umano. È presente nei globuli rossi (eritrociti) e regola il trasporto dell’ossigeno molecolare e dell’anidride carbonica nel sangue. A livello molecolare l’emoglobina è costituita da quattro catene polipeptidiche che legano un gruppo eme, un complesso chimico che contiene uno ione ferro (Fe2+). 

Siccome il ferro è un componente essenziale della struttura molecolare dell’emoglobina, una carenza di ferro determina in molti casi anche valori di emoglobina bassa.

Quali sono i normali valori dell’emoglobina in gravidanza?

In generale i valori dell’emoglobina nella donna sono compresi tra 12 e 15,5 g/dL. In gravidanza, dato l’aumentato fabbisogno di ferro, il valore minimo scende anche a 11 g/dL mentre il valore massimo è 14 g/dL. Con valori di emoglobina vicini al limite inferiore dell’intervallo di solito il ginecologo prescrive un supplemento alimentare a base di ferro per mitigare la carenza di tale nutriente. Quando i valori di emoglobina si abbassano al di sotto di 11 g/dL si parla di anemia e occorre intervenire per riportare al più presto i valori nella norma. 

L’emoglobina bassa in gravidanza è spesso associata a un deficit di ferro. Il 95% di anemie in gravidanza, infatti, sono anemie da carenza di ferro (anemie sideropeniche). 

Emoglobina bassa in gravidanza: cause

Le principali cause dell’emoglobina bassa in gravidanza sono:

  • lo scarso apporto di ferro con l’alimentazione per tutto il periodo della gestazione;
  • una carenza di ferro, seppure lieve, nel periodo precedente al concepimento;
  • condizioni o infezioni gastrointestinali che causano un malassorbimento del ferro introdotto con la dieta;
  • anemie di origine ereditaria (es. anemia mediterranea) caratterizzate da livelli bassi di emoglobina nel sangue.

Come mantenere i normali livelli di emoglobina in gravidanza?

Nel caso in cui gli esami del sangue abbiano evidenziato una condizione di emoglobina bassa in gravidanza sarà il ginecologo a valutare la terapia più adatta a riportare i valori ematici dell’emoglobina nella normalità. Il medico valuterà le cause che hanno determinato l’abbassamento dei valori di emoglobina nel sangue e prescriverà dei rimedi utili per ripristinare e mantenere i normali livelli ematici di emoglobina. 

Di solito, per prevenire l’emoglobina bassa in gravidanza, è piuttosto frequente che il ginecologo preveda una profilassi che comprende una dieta con alimenti ricchi di ferro

Emoglobina bassa e carenza di ferro in gravidanza

Un problema piuttosto comune durante la gestazione è proprio la carenza di ferro. Normalmente una donna in età fertile necessita di 14 mg di ferro al giorno. In gravidanza tale quantità può aumentare fino a raggiungere anche i 30 mg di ferro giornalieri. Il ferro introdotto con la dieta aiuta a soddisfare sia il fabbisogno di ferro della madre che quello del nascituro. Attenzione però: non tutto il ferro introdotto con la dieta viene assorbito allo stesso modo dal nostro organismo. Il ferro eme, presente negli alimenti di origine animale, è assorbito più facilmente del ferro non eme, presente negli alimenti di origine vegetale. Per favorire l’assorbimento del ferro non eme si possono introdurre nella dieta alimenti ricchi di vitamina C, nutriente che favorisce l’assorbimento intestinale del ferro inorganico. Allo stesso tempo, è sconsigliata l’assunzione di cibi ricchi di ferro insieme a quegli alimenti che possono ridurre o ostacolare l’assorbimento del ferro non eme, come il latte e i latticini, gli alimenti che contengono tannini (tè e caffè), gli alimenti che contengono acido fitico o fitati (frutta secca e cereali) e gli alimenti che contengono acido ossalico o ossalati (spinaci, cavoli, bietole). 

Quando la dieta non è sufficiente a mantenere i normali livelli di ferro in gravidanza puoi rivolgerti al tuo medico o al tuo farmacista di fiducia che sapranno consigliarti un supplemento nutrizionale per andare incontro all’aumentato fabbisogno organico di ferro.


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