Carenza di ferro e ciclo mestruale: cosa fare per contrastare la debolezza fisica e la stanchezza?

28/10/2020
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Il ferro è un nutriente essenziale per il benessere del nostro organismo perché favorisce la formazione dell’emoglobina (e di conseguenza il trasporto dell’ossigeno nel sangue), supporta la normale funzione del sistema immunitario e la normale funzione cognitiva. Livelli di ferro bassi possono determinare la comparsa di alcuni sintomi tipici di un deficit di ferro tra cui stanchezza generalizzata, astenia, mal di testa, colorito pallido della pelle e delle mucose. Una delle cause fisiologiche della carenza di ferro nelle donne in età fertile è il ciclo mestruale con mestruazioni abbondanti. 

Carenza di ferro e mestruazioni: c’è un legame?

Le mestruazioni, da un punto di vista fisiologico, sono la perdita, attraverso la vagina, di sangue proveniente dalla cavità uterina in seguito allo sfaldamento dello strato superficiale della mucosa. Il ciclo mestruale dura circa ventotto giorni e va dalla prima mestruazione alla mestruazione successiva. Il sanguinamento mestruale, invece, dura dai 2 ai 7 giorni (con una durata media di 5 giorni) e vengono persi una media di 25-50 ml di sangue. 

Non sempre il ciclo mestruale è regolare. Si può manifestare un ritardo nelle mestruazioni o un flusso ematico più o meno abbondante della normalità. I principali disturbi mestruali sono:  

  • ipermenorrea: perdite di sangue che superano gli 80 ml;
  • ipomenorrea: perdite di sangue inferiori ai 20 ml;
  • menorragia: perdita di sangue eccessiva e prolungata rispetto a quella di un flusso normale;
  • metrorragia: sanguinamento abbondante e protratto tra due mestruazioni successive;
  • menometrarragia: perdita abbondante durante il sanguinamento mestruale che continua anche nel periodo tra due mestruazioni successive;
  • amenorrea: indica l’assenza del ciclo mestruale. 

Anche nei giorni precedenti alla mestruazione possono essere presenti dei disturbi. Circa un quarto delle donne avverte sintomi premestruali di entità moderata o importante. I sintomi più comuni sono: mal di testa, cefalea, mal di pancia, mal di schiena, dolore al seno e alle gambe. La mestruazione dolorosa (dismenorrea) interessa circa l’80% delle donne in età fertile e di queste circa un terzo avverte disturbi di forte entità, che ne condizionano la vita quotidiana.

Carenza di ferro e mestruazioni abbondanti

Quando il sanguinamento è abbondante o prolungato può instaurarsi una carenza di ferro.

La carenza di ferro è una condizione più frequente nelle donne che soffrono di ipermenorrea, menorragia, metrorragia e menometrarragia. I sintomi più comuni correlati alla carenza di ferro sono:

  • stanchezza generalizzata e sensazione di esaurimento fisico;
  • mal di testa, cefalea, irritabilità;
  • colorito pallido della pelle e delle mucose;
  • unghie e capelli fragili;
  • tachicardia;
  • fiato corto e disturbi nella respirazione;
  • disturbi del sonno;
  • giramenti di testa, vertigini.

Quando il deficit di ferro è lieve o si instaura lentamente, si può verificare anche una situazione di carenza di ferro asintomatica. In questi casi saranno gli esami del sangue a evidenziare una eventuale carenza. Gli esami del sangue che possono indicare una carenza di ferro sono: 

  • la sideremia, che indica la quantità di “ferro circolante” legato alla transferrina;
  • la transferrinemia, che valuta la capacità di trasporto del ferro;
  • la ferritinemia, che valuta le riserve di ferro (ferritina) presenti nell’organismo. 

Cosa fare per combattere la carenza di ferro dovuta alle mestruazioni?

Una dieta varia ed equilibrata, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, è in grado di fare fronte alla quantità di ferro persa attraverso le mestruazioni. Una alimentazione scorretta e soprattutto povera di alimenti che contengono ferro, invece, favorisce gli stati carenziali. Se a questo aggiungiamo anche l’attività sportiva intensa e prolungata, aumenta il rischio che l’organismo consumi in fretta le riserve di ferro. Anche alcune condizioni che diminuiscono l’assorbimento intestinale dei nutrienti, come per esempio la celiachia, possono favorire l’insorgenza di una carenza di ferro in persone predisposte. 

Quando si manifesta una carenza di ferro, e la dieta non è sufficiente a mantenere i normali livelli di questo prezioso nutriente, il medico può consigliare un supplemento alimentare a base di ferro.
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