Assorbimento ferro

Il nostro organismo assorbe il ferro alimentare principalmente nell’intestino, a livello del duodeno. Una parte di questo ferro si lega a una proteina, la ferritina, che costituisce il principale deposito di ferro nelle cellule; un’altra parte si lega alla transferrina e viene trasportato a tutti i tessuti dell’organismo.

In normali condizioni di salute, l’assorbimento del ferro alimentare soddisfa circa il 5-10% del fabbisogno del nostro organismo. Alcune patologie, però, possono determinare un minore assorbimento dei nutrienti introdotti con la dieta e di conseguenza provocare anche una carenza di ferro.

Quali sono le cause del malassorbimento del ferro?

Con sindrome da malassorbimento ci si riferisce a un gruppo di malattie che determinano una diminuzione dell’assorbimento di alcuni nutrienti, tra cui anche minerali come il ferro, da parte della mucosa intestinale. Il malassorbimento può essere dovuto a patologie infiammatorie del tratto gastrointestinale (es. morbo di Crohn) o deficit enzimatici della mucosa intestinale. Altre cause possono essere infezioni batteriche o virali del tratto digerente o squilibri nella flora batterica dell’intestino (disbiosi).

In generale questo tipo di disturbi modificano l’assorbimento di macronutrienti (proteine, grassi, carboidrati) e di micronutrienti (vitamine, minerali tra cui anche il ferro) portando a lungo termine a condizioni di deficit di tali sostanze.

Un malassorbimento del ferro introdotto con la dieta, in concomitanza con altri fattori come particolari condizioni fisiologiche (come per esempio nella donna la gravidanza, l’allattamento, e il ciclo mestruale) o patologiche, può portare a una condizione di sideropenia (carenza di ferro).

Come avviene l’assorbimento del ferro alimentare?

Il ferro introdotto con l’alimentazione viene assorbito dalle cellule della mucosa intestinale e da qui viene immagazzinato principalmente nel fegato e nella milza, oppure trasportato agli altri tessuti dell’organismo. Una parte di questo ferro viene utilizzato per la formazione dell’emoglobina, della mioglobina o di alcuni enzimi.

Il ferro presente in alimenti di origine animale, come la carne, è di solito sotto forma di ferro organico o ferro eme e viene assorbito con maggiore facilità rispetto al ferro inorganico (ferro non eme) contenuto negli alimenti di origine vegetale.

Quando l’alimentazione non è sufficiente a colmare eventuali carenze di ferro o un aumentato fabbisogno organico di tale nutriente si può ricorrere a integratori alimentari contenenti ferro.

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