Carenza di ferro: quali sono i sintomi più comuni nelle donne?

15/03/2021
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Il ferro è un nutriente fondamentale per il benessere delle donne di tutte le età. In Italia, circa il 7,1 % delle donne soffre di carenze di ferro per motivi correlati alla dieta. In questo approfondimento scopriremo insieme quali sono i sintomi della carenza di ferro nelle donne

Carenza di ferro: sintomi nelle donne

Prima di parlare dei sintomi della carenza di ferro nelle donne è importante approfondire il ruolo del ferro a tutte le età. 

Il ferro è considerato un nutriente essenziale per l’organismo perché interviene in numerosi processi fisiologici. In particolare il ferro favorisce: 

  • la produzione dell’emoglobina e della mioglobina, due proteine globulari che permettono il trasporto dell’ossigeno rispettivamente nel sangue e nei muscoli;
  • la produzione dei citocromi (enzimi che intervengono nel metabolismo di nutrienti e farmaci);
  • la normale funzione cognitiva;
  • il normale sviluppo psicofisico nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza;
  • la prevenzione perdita di massa ossea nella donna in menopausa;
  • la normale funzione del sistema immunitario.

Le principali cause della carenza di ferro nelle donne sono:

  1. Ciclo mestruale con flusso ematico abbondante;
  2. Gravidanza;
  3. Allattamento;
  4. Alimentazione scorretta che non fornisce il corretto apporto di ferro;
  5. Condizioni a carico dell’intestino che riducono l’assorbimento di ferro.

Una carenza di ferro lieve è spesso asintomatica e può essere diagnosticata da un medico solo dopo gli esami del sangue prescritti per monitorare il cosiddetto assetto marziale, ovvero l’equilibrio e il metabolismo del ferro presente nell’organismo. 

Quando siamo in presenza di una carenza di ferro importante, invece, possono manifestarsi alcuni dei seguenti sintomi:

  • Affaticamento e stanchezza generalizzata (astenia);
  • Mal di testa, cefalee e irritabilità;
  • Difficoltà respiratorie (respiro corto anche a riposo);
  • Disturbi del sonno;
  • Tachicardia;
  • Aumentata fragilità di pelle, unghie e capelli;
  • Colorito pallido della pelle e delle mucose.

Nei casi in cui la carenza di ferro si sviluppi velocemente (per esempio in caso di traumi con importante perdita di sangue, perdita di sangue a livello gastrointestinale causata da ulcere o da infezioni) è possibile che ai tipici sintomi elencati in precedenza si aggiungano: 

  • Stato confusionale;
  • Una forte sete;
  • Sensazione di svenimento.

In ogni caso, sarà un medico ad approfondire le cause della carenza di ferro e a proporre i rimedi più adatti per ripristinare i normali livelli di ferro nel sangue.  

L’importanza del ferro nelle donne di tutte le età

Un aumentato fabbisogno di ferro si verifica soprattutto durante la gravidanza e nella fase dell’allattamento. Durante la fase della gestazione il fabbisogno di ferro può salire anche a 30 mg al giorno, rispetto ai 14 mg al giorno dell’età fertile. In generale, nella dieta pre-concepimento e nelle primissime settimane di gravidanza il ginecologo consiglia una dieta con alimenti ricchi di ferro per sostenere le risorse di ferro già presenti nell’organismo della mamma. Nel terzo trimestre di gravidanza anche il feto inizia ad accumulare le sue riserve di ferro per prepararsi ai primi mesi dopo la nascita quando l’unica fonte di ferro sarà il latte materno (o il latte artificiale).  

Anche le adolescenti e le donne in età fertile possono necessitare di un maggior apporto di ferro per colmare quello perso durante il ciclo mestruale (soprattutto in caso di mestruazioni abbondanti). Nelle donne in menopausa, il ferro può essere importante per prevenire l’abbassamento delle scorte dovuto a possibili micro-sanguinamenti che si possono avere con l’aumentare dell’età e/o con l’uso di particolari farmaci.

Carenza di ferro nelle donne: cosa fare

In condizioni di salute normali, una alimentazione varia ed equilibrata garantisce il corretto apporto giornaliero di tutti i nutrienti essenziali per il benessere del nostro organismo. Tuttavia, alcune particolari condizioni fisiologiche potrebbero richiedere un aumentato fabbisogno di alcuni nutrienti. 

Quando la dieta da sola non è sufficiente a colmare la carenza di ferro o l’aumentato fabbisogno organico di tale nutriente può essere utile ricorrere a un integratore alimentare
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