Emoglobina bassa nei bambini: impariamo a conoscerla e a tenere sotto controllo i normali valori

28/01/2021
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Di cosa parliamo quando parliamo di emoglobina bassa nei bambini

L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi che lega l’ossigeno molecolare e lo trasporta ai tessuti di tutto l’organismo. Scopriamo insieme cosa si intende per emoglobina bassa e cosa fare per mantenerne i normali livelli fisiologici.   

Emoglobina bassa e ferro basso

L’emoglobina è una proteina globulare costituita da quattro catene polipeptidiche legate a un gruppo eme, un complesso chimico contenente uno ione ferro (Fe2+). È presente negli eritrociti (globuli rossi) e svolge due compiti fondamentali per l’organismo: 

  1. lega l’ossigeno molecolare per trasportarlo dai polmoni ai tessuti;
  2. lega l’anidride carbonica per trasportarla dai tessuti periferici dell’organismo ai polmoni, dove viene rilasciata.

Dato che il ferro è un componente fondamentale della struttura dell’emoglobina, valori di ferro bassi, che indicano una carenza di ferro, sono spesso correlati a valori di emoglobina bassi. 

Quali sono i normali valori dell’emoglobina nei bambini?

Se negli adulti i valori normali di emoglobina (Hb) sono compresi tra 12 e 15,5 g/dL (grammi per decilitro) per la donna e tra 13,4 e 17,5 g/dL per l’uomo, nei bambini i valori medi variano a seconda dell’età e del sesso. In generale il valore minimo non scende sotto i 10 g/dL.

I valori medi dell’emoglobina nei bambini sono:

Nascita: media 16.5 g/dL

Primo mese: media 14.0 g/dL

2 mesi: media 11.5 g/dL

3-6 mesi: media 11.5 g/dL

Dai 6 mesi ai 2 anni: media 12.0 g/dL

2-6 anni: media 12.5 g/dL

6-12 anni: media 13.5 g/dL

12-18 anni donna: media 14.0 g/dL

12-18 anni uomo: media 14.5 g/dL

Quando i valori sono più bassi di quelli normali siamo in presenza di una condizione di emoglobina bassa. 

Emoglobina bassa nei bambini: cosa fare?

Nel caso in cui gli esami di laboratorio abbiano evidenziato una moderata condizione di emoglobina bassa nel bambino sarà il pediatra a valutare la terapia più adatta a riportare i valori nella normalità. Il pediatra cercherà di indagare le cause che hanno determinato un abbassamento dei valori di emoglobina nel sangue e agirà per mitigarle se si tratta di un’anemia sideropenica (anemia da carenza di ferro). La terapia potrebbe prevedere una dieta con alimenti ricchi di ferro o un’integrazione di ferro con complementi alimentari.

Emoglobina bassa nei bambini: cause

Valori di emoglobina bassa possono manifestarsi nei bambini e negli adolescenti quando:

  • vi è uno scarso apporto di ferro con l’alimentazione;
  • sono presenti alcune particolari condizioni fisiologiche che determinano un aumentato fabbisogno organico di ferro (crescita dell’organismo nell’infanzia e nell’adolescenza; ciclo mestruale nelle ragazze);
  • sono presenti alcune patologie che causano un cattivo assorbimento intestinale del ferro introdotto con la dieta; 
  • carenza di vitamina B12.

Come mantenere i normali livelli di emoglobina nei bambini?

In alcuni casi i valori bassi di emoglobina sono correlati a una carenza di ferro. In condizioni di salute normali, la prima causa di una carenza di ferro è un apporto scorretto o insufficiente con la dieta. 

Per quel che riguarda i lattanti che vengono alimentati esclusivamente al seno il pediatra potrebbe valutare la somministrazione di un supplemento di ferro per colmare il deficit fino allo svezzamento o comunque finché l’alimentazione non garantirà l’adeguata introduzione di tale nutriente essenziale. Si consiglia comunque di non continuare l’allattamento esclusivo al seno oltre il sesto mese di vita del bambino. 

Nei lattanti che vengono alimentati con latte artificiale il pediatra potrebbe consigliare formule rinforzate con il ferro. A ogni modo è sconsigliato utilizzare o introdurre il latte vaccino prima dell’anno di età. Il latte vaccino è ricco di calcio, elemento che può ostacolare il corretto assorbimento del ferro alimentare. 

Dopo lo svezzamento e durante l’infanzia e l’adolescenza è sempre importante che i genitori promuovano in famiglia una corretta educazione alimentare. Una dieta varia ed equilibrata permette di assumere due tipi di ferro: il ferro eme, presente negli alimenti di origine animale (carne rossa, tacchino, cavallo, tonno, merluzzo, salmone, crostacei e molluschi) e il ferro non eme, presente negli alimenti di origine vegetale (legumi, verdure a foglia verde, cereali integrali, fiocchi d’avena). Il ferro non eme viene assorbito con più difficoltà rispetto al ferro eme quindi è consigliabile associare frutta e verdura ricca di ferro ad alimenti ricchi di vitamina C (kiwi, ananas, arance, limoni), sostanza che promuove l’assorbimento del ferro a livello intestinale. 

In caso di carenze di ferro importanti è meglio evitare che i bambini consumino latte e formaggio (alimenti ricchi di calcio) in quantità. Anche il tè e il cioccolato sono alimenti che è bene evitare per via dei tannini che potrebbero ridurre l’assorbimento del ferro alimentare.


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