Perché si misurano valori di ematocrito basso ed emoglobina bassa dopo l’attività sportiva?

Chi pratica sport a livello agonistico avrà già sentito parlare di carenza di ferro e valori di ematocrito basso e di emoglobina bassa. Si tratta di una condizione che si può manifestare dopo una serie di allenamenti ravvicinati particolarmente intensi o quando si praticano sport di resistenza, che richiedono uno sforzo prolungato. Scopriamo insieme le cause dell’ematocrito basso e dell’emoglobina bassa dopo l’attività sportiva con un approfondimento dedicato sia agli atleti professionisti che alle persone che praticano sport nel tempo libero.

Ematocrito basso ed emoglobina bassa negli sportivi: quali sono le cause?

Le cause che portano a un quadro clinico con valori di ematocrito basso ed emoglobina bassa possono essere diverse. In questo approfondimento ci occuperemo nello specifico di una condizione particolare che può interessare persone in salute, senza patologie pregresse.

La carenza di ferro è una condizione che può presentarsi negli atleti dopo uno sforzo fisico intenso e prolungato. A volte tale carenza è associata a ematocrito basso, emoglobina bassa, ferritina nell’intervallo di valori normali e MCV (Mean Corpuscular Volume – Volume Corpuscolare Medio dei globuli rossi) nella norma.

Le cause che determinano questo particolare quadro clinico dopo un’attività fisica intensa e prolungata sono:

  • micro-sanguinamenti a livello muscolare;
  • moderata distruzione dei globuli rossi che si verifica a livello del microcircolo del piede per gli urti con il suolo (nella corsa) o nei muscoli per effetto della contrazione (nel nuoto e nel ciclismo);
  • alterazioni della resistenza osmotica dei globuli rossi e conseguente rottura;
  • aumento dei radicali liberi, dell’acido lattico e della temperatura corporea che possono favorire l’emolisi (distruzione dei globuli rossi);
  • uno sforzo particolarmente intenso e prolungato può causare anche micro-sanguinamenti a livello intestinale;
  • chi pratica attività di resistenza può incorrere in valori bassi di ematocrito e di emoglobina correlati a una maggiore emodiluizione determinata dall’aumento della pressione osmotica del plasma.

Anche le persone che non praticano sport a livello professionistico – e non sono allenate per sopportare un carico di lavoro fisico intenso e prolungato – possono essere interessate da carenza di ferro. Nelle atlete, una condizione di emoglobina bassa e ferro basso può essere accentuata dalle perdite di sangue correlate al ciclo mestruale.

Ematocrito basso, emoglobina bassa e carenza di ferro

A volte all’ematocrito basso e all’emoglobina bassa possono aggiungersi valori di ferro basso. Una carenza di ferro correlata all’attività sportiva può manifestarsi attraverso i sintomi che comprendono stanchezza generalizzata, gambe pesanti, difficoltà nel recupero dopo lo sforzo fisico.

Le cause della carenza di ferro possono essere diverse. Le principali sono lo scarso apporto con la dieta, patologie che causano un malassorbimento del ferro a livello intestinale (es. morbo di Crohn, celiachia) e particolari condizioni fisiologiche che determinano un aumentato fabbisogno organico di ferro. Nelle donne, per esempio, la carenza di ferro può essere correlata alle mestruazioni, alla gravidanza e all’allattamento. Nei bambini e negli adolescenti è la crescita a richiedere un maggiore fabbisogno di ferro.

Cosa fare in caso di ematocrito basso ed emoglobina bassa dopo lo sport?

Quando i valori di emoglobina sono leggermente sotto la norma, può bastare il riposo per riportare i valori di ematocrito ed emoglobina nella normalità. Diverso è il caso di persone che soffrono anche di una importante carenza di ferro.

Un deficit di ferro può penalizzare le prestazioni atletiche sia in allenamento che in gara. Gli atleti che praticano sport di resistenza e soffrono di carenze di ferro di solito seguono una dieta con alimenti ricchi di ferro.

Quando è presente un quadro clinico con ematocrito basso, emoglobina bassa e carenza di ferro è importante cercare di riportare nella normalità i valori del ferro nell’organismo. L’alimentazione è il primo approccio utile per combattere una carenza di ferro. Assumere alimenti ricchi di ferro e vitamina C (nutriente essenziale che favorisce l’assorbimento del ferro e contrasta la formazione dei radicali liberi) può aiutare a mantenere nella norma i livelli di ferro in caso di carenze lievi.

Quando una dieta varia e bilanciata non è sufficiente a garantire il normale apporto di ferro all’organismo possono essere utili supplementi alimentari a base di ferro, vitamina C e vitamine del gruppo B.


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