Carenza di ferro e sport: quali sono le cause?

28/10/2020

Chi pratica sport a livello agonistico può essere soggetto a livelli di ferro e di emoglobina nel sangue al di sotto della normalità. Le cause di questa condizione possono essere correlate a perdite di sangue, malattie ereditarie, malattie gastrointestinali che inficiano l’assorbimento di ferro, vitamine e folati. La carenza di ferro nell’atleta non è una patologia, ma una condizione che si verifica negli sportivi dopo l’attività fisica intensa ed è caratterizzata da livelli di ematocrito ed emoglobina bassa.

Quali sono i normali valori di emoglobina nel sangue?

I valori di riferimento dell’emoglobina possono variare a seconda del sesso e dell’età. A livello indicativo, i valori normali di emoglobina sono:

  • Uomo: 13,4 – 17,5 g/dL 
  • Donna: 12 – 15,5 g/dL 
  • Donna in gravidanza: ≥ 11 g/dL

I valori medi dell’emoglobina nei bambini e negli adolescenti sono (a seconda dell’età e del sesso):

  • Nascita: media 16.5 g/dL
  • Primo mese: media 14.0 g/dL
  • 2 mesi: media 11.5 g/dL
  • 3-6 mesi: media 11.5 g/dL
  • Dai 6 mesi ai 2 anni: media 12.0 g/dL
  • 2-6 anni: media 12.5 g/dL
  • 6-12 anni: media 13.5 g/dL
  • 12-18 anni ragazza: media 14.0 g/dL
  • 12-18 anni ragazzo: media 14.5 g/dL

Valori dell’emoglobina inferiori a quelli normali comportano una ridotta capacità di trasportare l’ossigeno da parte degli eritrociti (globuli rossi). 

Emoglobina bassa e sport

A volte valori di emoglobina bassi possono essere misurati negli sportivi in seguito a uno sforzo fisico intenso e prolungato. Si tratta di un adattamento dell’organismo in risposta a un maggiore consumo di energia e di ossigeno durante lo sforzo fisico. I livelli di emoglobina e di ematocrito risultano più bassi perché attività aerobica causa un’espansione del volume sanguigno e di conseguenza una riduzione della concentrazione dei globuli rossi. 

È possibile riscontrare livelli di emoglobina e di ematocrito bassi negli atleti che praticano attività fisica costante. Si tratta di una condizione che non deve destare preoccupazione. Diverso è il caso in cui tale condizione si va a sovrapporre a una carenza di ferro. Nel caso di una carenza di ferro l’organismo può essere già in difficoltà a mantenere i normali livelli di emoglobina e l’attività fisica può peggiorare la situazione. 

A chi pratica endurance training, marcia, maratona, triathlon o altri sport che prevedono un’attività fisica prolungata può capitare che i livelli di emoglobina e di ematocrito diminuiscano rapidamente per l’aumentata emolisi intravascolare. Gli atleti che praticano sport che richiedono uno sforzo fisico importante e prolungato possono essere anche soggetti a micro-traumi che provocano micro-sanguinamenti che alla lunga possono incidere sull’equilibrio del ferro e dell’emoglobina nel sangue. 

Come contrastare la carenza di ferro agendo sulle cause?

Quando siamo in presenza di una carenza di ferro il medico prescrive generalmente una terapia che prevede una dieta con alimenti ricchi di ferro e l’eventuale assunzione di integratori alimentari o farmaci contenenti ferro. Con la carenza di ferro a volte può essere presente anche una carenza di vitamina B12: in questi casi il medico prevedrà una dieta ricca di alimenti che contengono anche la vitamina B12, come ad esempio la carne, le uova, il pesce, la soia e i cereali. 

In condizioni normali di salute, un’alimentazione sana e bilanciata è sufficiente a mantenere i valori di ferro nella norma. Tuttavia, particolari condizioni fisiologiche (gravidanza, allattamento, ciclo mestruale) o patologiche (malattie che diminuiscono l’assorbimento del ferro nell’intestino) possono causare una carenza di ferro o un aumentato fabbisogno di tale nutriente. In questi casi il medico valuterà la dieta migliore per riequilibrare il deficit di ferro e valuterà l’opportunità di consigliare un integratore alimentare per compensare la carenza o l’aumentata richiesta di ferro da parte dell’organismo. 


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